domenica 23 giugno 2013

CASABLANCA (Michael Curtiz)



Un film di Michael Curtiz. Con Humphrey Bogart, Ingrid Bergman, Paul Henreid, Claude Rains, Peter Lorre, Conrad Veidt, Sydney Greenstreet, S.Z. Sakall, Madeleine Lebeau, Dooley Wilson, Joy Page, John Qualen, Leonid Kinskey, Curt Bois, Ludwig Stössel, Marcel Dalio, Norma Varden, Richard RyenDrammatico, b/n durata 102' min. - USA 1942.

A Casablanca, durante la Seconda Guerra Mondiale, l'americano Rick Blaine è proprietario del celebre e frequentatissimo "Rick's Bar". Nel locale circola gente di ogni provenienza: è una specie di zona franca dove la musica, gli amori, il gioco d'azzardo e l'avventura si combinano in un cocktail elettrizzante. Rick è in realtà molto meno cinico di quanto appaia e... 
Film tra i più amati della storia del cinema, al di là dei meriti reali, entrato di diritto nel novero dei cult movie. Del resto Ingrid Bergman non era stata mai così bella e Bogart mai così tenebroso. Naturalmente il "Rick's Bar" venne interamente costruito negli studi di Hollywood.. Film leggendario, Casablanca è frutto di un artigianato cinematografico come poche volte capita d’incontrare. Girando con ogni sorta di problemi e ristrettezze, alle prese fino all’ultimo con la decisione fra quattro finali diversi, Michael Curtiz, con la collaborazione di Julius e Philip Epstein e Howard Koch, famosi per la sceneggiatura ricca di battute memorabili del testo teatrale di Murray Burnett e Joan Allison Everybody Comes to Rick's, mai messo in scena, dà un piglio leggero all’insieme senza nulla togliere all’ intensità delle emozioni, miscela con misura gli ingredienti attraverso l’uso sapiente del montaggio alternato,fa convivere in giusto dosaggio spy story e storia d’amore, dramma storico e vicende private. La malinconia è l’accordo dominante, intride di sé la fragilità di uomini in balia delle leggi della Storia, segna caratteri e sottolinea, per contrasto, la loro capacità di eroismo. "A questa storia manca ancora il finale" dice Rick a Ilsa. Il finale saranno le otto nomination e i tre Oscar per miglior film, regia e sceneggiatura non originale che Casablanca ha ricevuto nel ’44. Oggi è al terzo posto nella classifica mondiale dei capolavori cinematografici.
Kapu

ROSETTA ( Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne)

Locandina Rosetta















Un film di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne. Con Anne Yernaux, Fabrizio Rongione, Emilie Duquenne, Olivier Gourmet Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 91 min. - Francia 1999.

Periferia di Bruxelles. Rosetta vive con la madre in una bidonville. La madre è alcolizzata e si prostituisce per una bottiglia. Rosetta è il capofamiglia, lavora ma viene licenziata, si arrabatta fra mille espedienti, vende vecchi abiti, pesca in una riserva. Ha dolori insopportabili alla pancia (si scalda col fono) e corre, corre sempre. C'è un ragazzo che l'aiuta, la fa anche lavorare (in nero), ma lei fa la spia e lo fa licenziare per rubargli il lavoro. E corre. Viene di nuovo licenziata. La madre è andata a farsi disintossicare, torna e ricade. E Rosetta è ancora d'accapo, sola, nella bidonville. E pensa di farla finita, ma la bombola del gas è vuota, ne compara una nuova, la porta con fatica. Il ragazzo che ha tradito arriva in suo aiuto. Così la speranza non muore. Si parla tanto di Dogma ed ecco il film dogma-che-più-dogma-non-si-può. La cinepresa a spalla tallona Rosetta a dieci centimetri per tutto il film. Ma i contenuti e la sostanza riescono a intergrarsi con l'artificio, che altrimenti sarebbe mortale (come lo è nel caso di Idioti dell'inventore del Dogma von Trier). Film amaro, povero, ma per qualche verso geniale e indispensabile. Vincitore della Palma d'oro a Cannes 1999.

tres


FERRO 3 - LA CASA VUOTA (Kim Ki-Duk)

Locandina Ferro 3 - La casa vuota



















Un film di Kim Ki-Duk. Con Hee Jae, Seoung-yeon Lee Titolo originale Bin-Jip 3 - Iron. Drammatico, durata 90 min. - Corea del sud 2004. uscita venerdì 3 dicembre 2004

Il regista Kim Ki-Duk è un'entità anomala nel panorama cinematografico. Prima di giungere alla pittura, suo più grande amore, ha svolto lavori di ogni tipo, e il suo incontro con il cinema è avvenuto solamente negli ultimi anni, senza aver avuto alcuna esperienza o formazione in merito. Di conseguenza una sua opera è sempre un'esperienza magica e sensoriale. Abbandonati la valle sperduta e la casetta galleggiante del monaco, della favola morale Primavera, estate, autunno e inverno e... ancora primavera, il regista coreano torna ai giorni nostri per raccontare il tema della solitudine e dell'amore. Tae-Suk è un giovane che trascorre le sue giornate entrando nelle case lasciate vuote occasionalmente dai proprietari. Dorme sul divano, si fa la doccia, lava i panni, aggiusta gli oggetti che non funzionano, gioca a golf e si scatta fotografie da solo con la sua camera digitale. Tutto con una leggerezza quasi ultraterrena. Un giorno, entrando in una casa, si accorge c'è una ragazza, Sun-hwa, che ha dei segni di maltrattamenti sul viso. Sono i continui litigi con il marito. Tae-suk, la prende con sé, per vagare insieme nelle case degli altri, e condividere questo strano modo di vivere che trasforma, lentamente, la loro amicizia in amore. Un evento inaspettato li allontanerà, ma non per sempre. Ferro 3 descrive la solitudine dei protagonisti, eliminando il dialogo, limitato alle grida fredde dei personaggi di contorno, e lasciando parlare i silenzi dei sinuosi movimenti di Tae-Suk. Sembra volare negli spazi, così come era sospesa sull' acqua dell'irreale lago, la casa del monaco nel film precedente. I gesti che compie nelle sue giornate sono il suo divertimento, il trascorrere del tempo di una persona che vive da sola, e che nella vita non ha dimenticato uno degli elementi più importanti, la curiosità. La curiosità, desiderio che spinge verso l'ignoto, fa incontrare poi le due lune, per dare origine a un amore quasi angelicato, nel quale comunicare è muoversi, affascinare è sfiorarsi. Per giungere poi, all'ultima sequenza del film, in cui l'occhio artistico del pittore dipinge l'amore, sentimento magico, impalpabile come l'aria. Il tocco del regista coreano ci ha regalato un altro film, piccolo e immenso allo stesso tempo, narrando i sentimenti con la fantasia e la leggerezza delle emozioni.
Tres          

BO BA BU (Ali Khamraev)



Un film di Ali Khamraev. Con Arielle Dombasle, Abdrashid Abdrakhmanov, Djavakhir Zakhirov Drammatico, durata 80' min  Italia, Uzbekistan 1998

I fratelli Bo e Bu vivono con le loro greggi nelle sconfinate steppe uzbeke. Imbattutisi in una bionda ed esile donna europea apparentemente muta e smemorata, i due la portano con sé, ribattezzandola "Ba". Quasi rassegnata al proprio destino, Ba lo accetta senza ribellarsi..
Opera solo apparentemente semplice, quella del regista Ali Khamraev. La sua struttura antinarrativa (i dialoghi sono quasi inesistenti) e la reiterazione dei gesti diventano non solo il suo punto di forza, ma anche la svolta verso una maggiore pregnanza carica di rimandi metaforici. Lo sguardo del regista è impietoso ma mai compiaciuto. Le unioni carnali vengono mostrate di volta in volta in modo più esplicito ma con una freddezza (ma forse è più giusto il termine distacco) che non porta lo spettatore ad un semplice e volgare voyeurismo, bensì lo spinge verso non tanto l'imbarazzo quanto verso un sentimento di perdita, di smarrimento, di inadeguatezza. Ba, paradossalmente, si sposa perfettamente con il paesaggio, di più: sembra essere in comunione con quella natura tanto deserta quanto perfetta. Non è lei ad essere fuori posto, ma tutti gli altri. Attraverso questo angelo caduto ci viene gridato in faccia che benché l'evoluzione abbia fatto i suoi bei passi da gigante noi siamo rimasti degli animali, con i nostri istinti irrefrenabili e soprattutto con un congenito desiderio di violenza. Ba subisce senza lotta non perché non le sia possibile o non voglia, ma per il fatto che è cosciente che sarebbe inutile. La natura autodistruttiva è propria dell'essere umano, non può essere estirpata. E se gli occhi di Ba sembrano inespressivi e vuoti è perché in verità comunicano consapevoli lo scacco e la perdita che è in ognuno di noi. Se Ba aveva un compito era quello di liberare e mostrare ciò che da sempre è nell'uomo: la sua inconciliabilità con tutto ciò che lo circonda, compreso Dio. Un film importante.
Kapu

FULL METAL JACKET ( Stanley Kubrick)

Locandina Full Metal Jacket













Un film di Stanley Kubrick. Con Matthew Modine, Adam Baldwin, Vincent D'Onofrio, Kevyn Howard, John Terry, R. Lee Ermey, Arliss Howard, Dorian Harewood, Ed O'Ross, Kieron Jecchinis, Kirk Taylor, Ian Tayler, Ngoc Lee, Papillon Soo Soo, Leanne Hong, Tim Colceri, John Stafford, Gary Landon Mills, Peter Edmund, Tan Hung Francione, Marcus D'Amico, Costas Dino Chimona, Gil Kopel, Keith Hodiak, Peter Merrill, Herbert Norville, Nguyen Hue Phong, Duc Hu Ta, Bruce Boa, Sal Lopez
Guerra, durata 116' min. - USA 1987.

Dal romanzo The Short Timers di Gustav Hasford: in un campo di addestramento dei Marines nel South Carolina diciassette giovani civili vengono trasformati in combattenti (macchine da guerra e di morte); partito per il Vietnam, Joker, uno dei diciassette, lavora per un giornale militare e si trova coinvolto nell'offensiva del Tet (1968). Per la prima volta in venticinque anni Kubrick fa i conti con la realtà di oggi, nuda e cruda, andando al di là del Vietnam per prendere a bersaglio l'atrocità del secolo, il tempo sporco della Storia. Iperrealistico, è un film in prosa asciutta, quasi sciatta, di una secchezza fertile, attraversato da una gelida brezza di umor nero sulla violenza dell'istituzione militare. Diffama la guerra e l'esercito. Girato interamente in Inghilterra. La voce italiana del sergente Hartman (Ermey) è di Eros Pagni.AUTORE LETTERARIO: Gustav Hasford
tres




IL BACIO DELL' ASSASSINO (Stanley Kubrick)



















Un film di Stanley Kubrick. Con Jamie Smith, Frank Silvera, Irene Kane, Jerry Jarret, Mike Dana,
Titolo originale Killer's Kiss. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 67 min. - USA 1955

La trama è esile: un boxeur in declino, una notte accorre in aiuto di una sua vicina di casa insidiata dal proprietario del night club nel quale lavora. Fra i due nasce del tenero; il boxeur viene accusato di un delitto compiuto dal losco rivale, che rapisce la ragazza perché unica testimone del delitto. Il boxeur, spinto dall'amore, rischia il tutto per tutto per liberare la ragazza e scagionare sé stesso dell'accusa di omicidio. È il secondo film girato da Kubrick allora venticinquenne. Non un brutto film, ma neanche un capolavoro della risma cui il regista ci avrebbe poi abituati. L'atmosfera è quella del noir francese del periodo d'oro, con un eroe-protagonista ferito dalla vita. Il film ha un buon ritmo e una scena, quella della lotta tra i due nel magazzino dei manichini, di gran classe.    
tres         

BARBARELLA (Roger Vadim)



Un film di Roger Vadim. Con Ugo Tognazzi, Jane Fonda, Véronique Vendell, Anita Pallenberg, Giancarlo Cobelli, David Hemmings, Nino Musco, Romolo Valli, Sergio Ferrero, Corinne Fontaine,Milo O'Shea, Marcel Marceau, Claude Dauphin, Antonio Sabato, John Philip Law, Serge Marquand, Carla Cassola, Umberto Di Grazia, Franco Gulà, Diane Bond, Catherine Chevallier, Marie Therese Chevallier, Honey Autumn, Loriana Bartella, Marina Bartella, Tania de Paolis, Janet McLeod, Katiuska Lanvin, Beatrice Lanscat Fantascienza, durata 97' min. - Francia, Italia 1967

Una seducente terrestre, Barbarella, è incaricata di acciuffare uno scienziato pazzo, Duran Duran, misteriosamente scomparso nell'anno 40.000. 
Un progetto ambizioso dove Vadim riesce a cogliere le atmosfere da fumetto e azzeccare la protagonista che è una seducente,pasticciona e bellissima Jane Fonda,che si mette nei panni di Barbarella in modo "carnale" per un personaggio su misura per lei. Fonda deliziosa (e vestita da Paco Rabanne) in un film di fantascienza ironicamente pop, che sprizza messaggi di rivoluzione sessuale e immaginazione al potere alle soglie del Maggio francese. Tratto da un celebre fumetto fantaerotico di Jean-Claude Forest. Stilisticamente superbo,in primis le continue e varie forme psichedeliche che si vedono sullo sfondo, e poi Jane Fonda è di un sexy pazzesco.Un avventura di fantascienza molto gradevole
Kapu

UNA STORIA VERA (David Lynch)

Locandina Una storia vera













Un film di David Lynch. Con Sissy Spacek, Harry Dean Stanton, Richard Farnsworth, Everett McGill.
Titolo originale The Straight Story. Commedia, durata 111 min. - USA, Francia 1999.

 È la vera storia di un 73enne deciso a far visita al fratello. I due non hanno mai avuto un grande rapporto. Alvin decide di affrontare il viaggio, intenzione che crea le giuste angosce alla figlia Rose. Ma il vecchio è irremovibile. Il viaggio non è facile, il mezzo che ha scelto è un trattore piuttosto malconcio e la strada è lunga da Laurens nell'Iowa a Mt.Zion nel Wisconsin. Molti gli incontri, compresa una coppia stralunata di fratelli meccanici (in perfetto stile Lynch). Il regista ha inteso dimostrare di saper costruire e dirigere una storia più realistica e lontana dai film visionari che lo hanno da sempre caratterizzato. La scommessa è riuscita in pieno, grazie anche alla bravura di Richard Farnsworth (attore caratterista della vecchia guardia, ha recitato in Il fiume rosso, Il selvaggio, Spartacus e I cowboys). Commovente, ironico e avvolgente è un film che resta.
Tres

FREAKS (Todd Browning)



Un film di Tod Browning. Con Wallace Ford, Roscoe Ates, Olga Baclanova Horror, Ratings: Kids+16, b/n durata 64' min. - USA 1932

Un nano di un circo si innamora di una trapezista. Accortasi che l'ammiratore è diventato l'erede di una cospicua fortuna, la donna architetta un piano diabolico per ucciderlo. Questo scatenerà però la vendetta da parte degli altri "mostri" della compagnia. 
Se la trama del film è, in sé, abbastanza banale, lo stesso non si può dire del messaggio che comunica, un messaggio, purtroppo, ancora oggi attualissimo, senza inoltre dimenticare che, proprio in quel periodo, il mondo stava per finire tra le grinfie di mostri con la parvenza di persone "normali" come Hitler e Mussolini. Browning, maestro dell'orrore, gira invece questo film con estremo realismo, che solo in alcuni punti, quasi naturalmente, sbanda in impennate visionarie (il finale). In realtà, pur essendo stato realizzato in un'epoca assai remota, quando cioè l'arte cinematografica era ancora poco più che adolescente, Freaks è, senza ombra di dubbio, il film definitivo sul tema della diversità. La genialità di quest'opera sta proprio nella sua disarmante semplicità e nell'estrema chiarezza del proprio assunto: ciò che ci sembra normale, per convenzione o anche solamente per miopia, si può rivelare infinitamente più mostruoso rispetto al suo opposto: l'anormale, il diverso; quello sconosciuto, apparentemente così poco simile a noi, che tanto ci terrorizza. Un assunto talmente banale da sembrare anch'esso ciò che non è: scontato. Ora come allora. Un capolavoro memorabile e maledetto, girato con veri freaks circensi e, vuole la leggenda, film-freak esso stesso, mutilato dal produttore Thalberg a poco più di un'ora..
Kapu

FOLLIE D' INVERNO (George Stevens)

Locandina Follie d'inverno













Un film di George Stevens. Con Fred Astaire, Ginger Rogers, Victor Moore, Helen Broderick, Eric Blore Titolo originale Swing Time. Musical, b/n durata 103' min. - USA 1936

È il 2° dei 3 musical diretti da Stevens per la RKO e il 6° della coppia Astaire/Rogers. Se l'azione narrativa è, come il solito, convenzionale _ un seguito di equivoci, baruffe, riconciliazioni sino al prevedibile matrimonio finale _ è ravvivata da dialoghi spiritosi e da un'intensità emotiva dei personaggi, merito di una sceneggiatura accorta (Howard Lindsay e Allan Scott) e della regia elegante. Eccellente la partitura di Jerome Kern (musica) e Dorothy Fields (testi) con le coreografie di Hermes Pan: "A Fine Romance", "The Way You Look Tonight" (premiata con l'Oscar), "Pick Yourself Up", lo struggente "Never Gonna Dance", "Waltz in Swing Time". C'è anche un numero di alto virtuosismo tecnico: "Bojangles of Harlem", omaggio al nero Bill Robinson con cui Astaire aveva lavorato a teatro vent'anni prima.
tres

LA VERSIONE DI BARNEY ( Richard J. Lewis)

 Locandina italiana La versione di Barney
Un film di Richard J. Lewis. Con Paul Giamatti, Dustin Hoffman, Minnie Driver, Rosamund Pike, Rachelle Lefevre.Titolo originale Barney's Version. Commedia, durata 132 min. - Canada, Italia 2010. - Medusa uscita venerdì 14 gennaio 2011.

Barney Panofsky è un produttore televisivo ebreo che vive a Montreal, dove colleziona mogli e bottiglie di whisky. Figlio affettuoso di un poliziotto in pensione col vizio del sesso e degli aneddoti, Barney è incalzato dalle ambizioni e dalle calunnie del detective O'Hearne, convinto da anni del suo coinvolgimento nella scomparsa di Boogie, amico licenzioso e scrittore dotato. Dopo l'uscita del libro di O'Hearne, che lo accusa di omicidio e di ogni genere di bassezza, Barney si decide a dare la sua versione dei fatti, ripercorrendo la sua (mal)educazione sentimentale e la sua vita fuori misura, consumata nell'Italia degli anni Sessanta e perseverata in Canada. Tra una partita di hockey e una boccata di Montecristo, l'irrefrenabile Barney rievoca il suo primo matrimonio con una pittrice esistenzialista e suicida, riesamina le seconde nozze con una miliardaria ebrea e ninfomane e riconsidera gli errori fatti con la sua terza e amatissima consorte, speaker garbata e madre dei sui due figli.
Indubbiamente non è facile misurarsi con il lavoro di trasposizione, figuriamoci poi sceneggiare le parole di Mordecai Richler e il suo romanzo più celebre ("La versione di Barney"), pubblicato in Italia all'inizio degli anni zero. Ma forse valeva la pena provarci perché Barney Panofsky ha 'carattere' cinematografico e personalità impetuosa per soddisfare quel pubblico trasversale che ama la letteratura e il cinema e resiste alla banalità dei pregiudizi. Purtroppo però la traduzione questa volta non funziona e l'omonimo libro di Richler eccede la versione di Richard J. Lewis, rendendo la sua conversione mediale trascurabile. La versione di Barney è un film 'gentile', scritto e pensato da gentili, goym (non ebrei) gli avrebbe probabilmente chiamati l'ingovernabile Panofsky, che nel romanzo omonimo si racconta senza misura e in prima persona. Il regista, impegnato un decennio sulla scena del crimine (CSI), rinuncia consapevolmente all'uso della voce fuori campo del narratore, che non sempre è segno di difficoltà narrativa, prendendo così le distanze dal protagonista e lasciando che sia l'intreccio a prevalere sul personaggio. Smarcandosi dalla fedeltà e appagato dall'esaltazione del tradimento, Lewis preferisce una 'versione' conciliata e conciliante di Barney, che manca l'identità ebraica e l'umorismo yiddish di Richler. Preoccupato forse della 'diversità' di Panofsky il regista finisce per renderlo troppo uguale a troppi eroi da melodramma, perdendo la peculiarità di un buontempone disprezzato da rabbini e gentili, sempre pronto a sacrificare verità e relazioni per una buona battuta. Una battuta che veicola sempre sentimenti profondi e sfoga un'energia nervosa a lungo trattenuta. A incarnare meglio del protagonista Paul Giamatti la straordinarietà espressiva dello spirito yiddish è il padre di Dustin Hoffman, attore ebreo e per questo probabilmente emotivamente prossimo al Barney letterario e in grado di riconoscerne e impiegarne l'umorismo e la superiorità paranoide. L'Izzy Panofsky di Hoffman smaschera l'ordinarietà del Barney cinematografico, ereditando la pungente critica sociale di Richler e la sua precisa (e penetrante) ricognizione dei più piccoli dettagli della vita sociale. Mazel tov al piccolo grande uomo.
tres

BLUE VALENTINE ( Derek Cianfrance)

Locandina italiana Blue Valentine

Un film di Derek Cianfrance. Con Michelle Williams, Ryan Gosling, Mike Vogel, John Doman, Ben Shenkman. Drammatico, durata 120 min. - USA 2010. - Movies Inspired uscita giovedì 14 febbraio 2013.

Dean e Cindy si sono incontrati per caso, si sono amati tanto, hanno fatto una famiglia felice ma ora l'amore li ha lasciati e loro stanno per fare altrettanto, l'uno con l'altro. Mentre si concedono forse l'ultima notte insieme, nella "camera del futuro" di un motel a ore, ricordano quel che c'è stato, quello che hanno avuto e che non c'è più.
Dopo un eccellente debutto al Sundance e anni di documentarismo, Derek Cianfrance riesce finalmente a portare alla luce Blue Valentine , che aveva iniziato a scrivere già nel lontano 1998. È il caso di dirlo: meglio tardi che mai, perché questo piccolo film di grandi attori ha una rara grazia che lo guida da cima a fondo, un ventre di sentimenti autentici, nello spettro noto che va dall'amore alla disperazione, e un finale toccante. La barzelletta al centro del film, che Cindy racconta con una straordinaria finta naturalezza, deciderà del pubblico: o dentro o fuori, quello è il tono del film e del personaggio di lei in particolare, meno "simpatico" del suo partner ma vero burattinaio dell'azione. Ryan Gosling, col suo fascino e la sua rabbia, con l'animo buono e il destino crudele, e Michelle Williams, con la sua interpretazione trattenuta, tirata perché l'esasperazione deflagri credibile e condivisibile quando è il suo momento, sono due tra gli attori migliori del momento e qui lo dimostrano, attraverso le trasformazioni fisiche ed emotive per cui passano senza mai forzare..Un presente girato in digitale, nel quale si avverte la tensione prima di averne conferma; un passato dai colori dolci e giovanili del 16 mm; un futuro senza certezze, che di certo ha solo due aspettative di vita diverse, non (più?) coincidenti. L'equilibrio del film è mirabile, per come tratta la sofferenza e la felicità in profondità senza bisogno di alzare eccessivamente la voce e per come inserisce il germe dell'una nell'altra, vicendevolmente, nella maniera più sottile e più bella.
Tres

LE IDI DI MARZO ( George Clooney)

Locandina Le Idi di marzo












Un film di George Clooney. Con Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei.Titolo originale The Ides of March. Drammatico, durata 101 min. - USA 2011

Stephen Meyers è il giovane guru della comunicazione nella campagna per le primarie presidenziali del Partito Democratico negli Stati Uniti di un molto prossimo futuro. Il candidato che sostiene, sotto la supervisione del più anziano Paul Zara, è il governatore Mike Morris. Morris parte svantaggiato ma ha dalla sua l'appeal di un richiamo ai più profondi valori della Costituzione americana visti sotto una luce contemporanea e accattivante. Stephen avrà modo di scoprire progressivamente che Morris, che pensava fosse sufficientemente coerente con gli ideali professati, ha un lato oscuro.
Viviamo davvero in tempi poco raccomandabili se anche George Clooney, progressista doc, lancia l'allarme nei confronti dei meccanismi di una democrazia che procedono grazie all'olio della corruzione e del ricatto. È un romanzo di formazione quello che ci viene proposto sotto le spoglie del thriller politico (dei cui sviluppi è bene sapere il meno possibile prima della visione) e quella formazione coincide con il degrado. Il fatto che Clooney, ispirandosi a un testo teatrale di Beau Willimon, si muova all'interno del campo democratico mostra come sia animato dal desiderio della messa in guardia. Non è una novità per il cinema americano scoperchiare le malefatte del potere, ovunque esso eserciti il suo perverso fascino. Che però questo avvenga in piena era Obama deve preoccuparci ancor più direttamente. Clooney non è diventato un qualunquista di basso livello pronto ad affermare "i politici sono tutti uguali". Si muove su un piano più elevato e perciò molto più significativo. Attraverso il mutamento (anche di espressioni) dell'efficace Ryan Gosling sembra volerci ricordare come la democrazia stia sempre più trasformandosi in una parola che si è svuotata del significato originario per includere invece opportunismi e compromessi da cui nessuno è esente. I rapporti tra esseri umani finiscono con il dissolversi facendo sì che le parole stesse perdano totalmente il loro valore.
Clooney non risparmia neanche il mondo dei media, grazie al personaggio affidato a una Marisa Tomei in grado di mostrare come il ruolo della giornalista che si occupa di politica sia al contempo quello di cacciatore e preda. I pugnali delle Idi di marzo possono anche uccidere ma, soprattutto, sono in grado di infliggere ferite che sembrano apparentemente rimarginarsi mentre in realtà danno inizio a un processo di putrefazione delle coscienze che rischia di coinvolgerci tutti.
tres

LA GIURIA ( Gary Fleder)

Locandina italiana La giuria












Un film di Gary Fleder. Con John Cusack, Gene Hackman, Dustin Hoffman, Rachel Weisz, Bruce McGill. Titolo originale Runaway jury. Drammatico, durata 127 min. - USA 2003

New Orleans. Una giovane vedova intenta un processo contro una potente società d'armi che ritiene responsabile dell'omicidio di suo marito. Una causa difficile da vincere ma alla quale crede il suo avvocato Rohr (Dustin Hoffman). E' altrettanto convinta di vincere la parte avversaria grazie ai metodi poco ortodossi del consulente Fitch (Gene Hackman) per selezionare la giuria perfetta frugando negli angoli più nascosti della vita dei potenziali giurati. Con la complicità di Nick Easter (John Cusack) selezionato nella giuria, si intromette una donna misteriosa Marlee (Rachel Weisz) che propone alle 2 parti di 'vendere' loro la giuria ad un prezzo però altissimo Un thriller a sfondo giudiziario ricco di sorprese e di suspense con un ritmo estenuante accentuato - ma senza fastidio - dall'utilizzo sottile della camera a mano per molte scene. Un cast prestigioso con il duello Hackman - Hoffman riuniti per la prima volta sullo schermo, presenti per tutto il film ma con un solo scambio di battute insieme nel bagno degli uomini (ma ragazzi che scena!) Dei personaggi né buoni né cattivi con una sfumatura di natura umana: Fitch (un grande Gene Hackman) spregiudicato ed inquietante ma che riesce a mettere il pubblico nella sua ottica, Rohr un avvocato del vecchio stampo con un forte senso morale però messo alla prova, Nick e Marlee con una morale ambigua fino alla fine del film. Fanno difetto un contenuto forse troppo moralista con una presa di posizione contro le armi presentata come un sermone e una fine deludente con Nick e Marlee che perdono la loro deliziosa ambiguità. Comunque più che mettere in scena il classico confronto tra 2 avvocati, questo thriller ad alta tensione denuncia come sia possibile manipolare e controllare una giuria. Anche se si tratta solo di una finzione ispirata dal best-seller 'Runaway Jury' di John Grisham, ci si può chiedere fino a che punto non si sia vicini alla realtà.
tres

MULHOLLAND DRIVE (David Lynch)

Locandina italiana Mulholland Drive












Un film di David Lynch. Con Justin Theroux, Naomi Watts, Laura Harring, Ann Miller, Robert Forster. Titolo originale Mulholland Dr.. Drammatico, durata 145 min. - Francia, USA 2001.

Mulholland Drive è una lunga e vecchia strada di Los Angeles: nasce nel deserto, attraversa i quartieri ricchi e finisce a strapiombo sulla costa di Malibù. Bisognerebbe ricordarsi di questa simbologia per cercare di dare un senso all'ultimo onirico ed enigmatico film di David Lynch. Quella che il regista stesso ha definito come "una semplice storia d'amore nella città dei sogni" è in realtà un intricato enigma sospeso tra allucinazione e realtà, con un tocco di nostalgia per il noir degli anni '40 ed una aperta ostilità verso l'attuale star system. Rita è un'avvenente bruna sopravvissuta ad un incidente d'auto in seguito al quale ha però perso la memoria, Betty un'aspirante attrice di belle speranze che la ospita nel proprio appartamento e se ne innamora. Le due protagoniste cercano di far luce sull'amnesia di Rita, per scoprire che in realtà niente è come sembra... Film astratto, con una straordinaria potenza visiva, è nello stesso tempo affascinante e disturbante. Difficile trovare una chiave di lettura razionale. E difficile descriverlo. Seguendo il linguaggio dei sogni voluto dal regista, bisognerebbe limitarsi a viverne le emozioni.
Tres

sabato 22 giugno 2013

QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCULO (Milos Forman)


Titolo originale One Flew over the Cuckoo's Nest
USA 1975.
Un film di Milos Forman.
Con Jack Nicholson, Louise Fletcher, William Redfield, Will Sampson, Brad Dourif, Christopher Lloyd, Danny DeVito, Dean R. Brooks, Scatman Crothers, Vincent Schiavelli, William Duell, Mwako Cumbuka, Nathan George, Alonzo Brown, Peter Brocco, Josip Elic, Lan Fendors, Mimi Sarkisian, Mews Small, Louisa Moritz, Michael Berryman, Anjelica Huston, Ted Markland, Dwight Marfield, Ken Kenny, Delos V. Smith Jr., Philip Roth, Tin Welch, Mel Lambert, Kay Lee, Sydney Lassick
Drammatico, 
durata 133' min.
Finito in manicomio per sfuggire al carcere finisce con solidarizzare con i malati.
Randle McMurphy, arrestato per piccoli reati, viene portato in una clinica psichiatrica perché tenta di fingersi pazzo per sfuggire al carcere. Qui viene a contatto con gli altri pazienti dei quali diventa ben presto il beniamino: si prende gioco delle sedute di psicoanalisi, si improvvisa telecronista, organizza una piccola "gita" in barca. L'ospedale è diretto da una ferrea capoinfermiera, la signorina Ratched. McMurphy decide di fuggire. Con lui è un gigantesco indiano che si è sempre finto sordomuto. Prima di fuggire però McMurphy organizza una festicciola introducendo due ragazze tra i malati.
Un Nicholson in splendida forma dà corpo e anima a questo outsider, eroe suo malgrado. Il film si regge in fondo su di lui e soprattutto sulla sua contrapposizione all'infermiera, una grande Fletcher dalla recitazione tagliente. Forman tocca alcune corde dell'emotività facendo leva sui sentimenti più elementari. Tratto dal romanzo omonimo di Ken Kesey, il film vinse cinque premi Oscar: film, regia, Nicholson e la Fletcher come protagonisti, e sceneggiatura.
Kapu

SOSTIENE PEREIRA (Roberto Faenza)


Italia, Francia 1995
Un film di Roberto Faenza.
Con Marcello Mastroianni, Stefano Dionisi, Daniel Auteuil, Nicoletta Braschi, Marthe Keller, Teresa Madruga, Nicolau Breyner
Drammatico, 
durata 104' min. -
Lisbona 1938. Un vecchio giornalista reagisce alla violenza del regime di Salazar.
In Portogallo la dittatura salazarista si è insinuata nel paese, mentre nella vicina Spagna dilaga la Guerra Civile e in Italia è al potere Mussolini. Pereira, un vecchio giornalista mite e grasso, vorrebbe ignorare tutto ciò, per occuparsi solo dei libri che ama. Spiato dalla sua portinaia, si accontenta di prestare orecchio alle notizie che gli propina il cameriere Manuel. Finché l'incontro con due giovani "sovversivi", Monteiro e Marta, lo mette di fronte all'incalzare della drammatica realtà.Faenza è il regista italiano più bibliofilo degli ultimi anni (da “Jona che visse nella balena” a “Marianna Ucrìa” fino a “I Viceré”) e l’inevitabile artefice di questa operazione cinematografica: scrupoloso e fedele della materia letteraria, asciutto quanto basta per risultare secco eppure evocativo, vince in partenza grazie all’impiego di un Marcello Mastroianni praticamente perfetto (anziano ed ingrassato, dubbioso fino a diventare risoluto, impacciato eppure elegante) e un’ambientazione non solo suggestiva, ma anche poco vista al cinema (un Portogallo che manifesta il suo splendore nelle scene delle cure termali di Pereira). Nel film c’è la critica lucida al totalitarismo e alla censura, al bigottismo e al servilismo, vale anche come ritratto di un uomo crepuscolare a cui la vita offre un’occasione per darvi un altro significato. Merito di un autunnale Mastroianni, che raggiunge l’apice della sua caratterizzazione nel bagno a mare.
Kapu

SUSANNA SIMONIN, LA RELIGIOSA (Jacques Rivette)

 
Titolo originale La religieuse (Suzanne Simonin, la religieuse de Diderot)
 Francia 1966
Un film di Jacques Rivette.
Con Francisco Rabal, Anna Karina, Micheline Presle, Liselotte Pulver, Francine Bergé, Christiane Lénier, Yori Bertin, Catherine Diamant, Gilette Barbier, Annik Morice,Danielle Palmero, Françoise Godde, Jean Martin, Marc Eyraud, Charles Millot
Drammatico,
durata 135' min. 
Costretta dalla famiglia a farsi suora, Suzanne passa ogni genere di guai. Prima trova una superiora dispotica, poi una troppo compiacente, quindi scappa con un frate e alla fine scappa dal frate stesso.
Capolavoro tratto da DIderot, il film di Rivette ebbe una sorte travagliatissima. Censurato e vituperato al momento dell'uscita nelle sale. E' un'opera controversa, che fece scandalo quando fu presentata al festival di Cannes nel maggio del 1966 e non ottenne il visto di censura per l'uscita nelle sale, venendo sbloccata soltanto nel luglio del '67, dopo un intervento personale di Godard che scrisse una lettera al ministro della Cultura Malraux, pubblicata su "Le Nouvel Observateur". Solo recentemente è stato possibile vederlo nella versione integrale. Dedicare la propria vita al Signore senza avere una reale vocazione è la stessa cosa che intraprendere una navigazione senza pilota. Più o meno suona così la chiosa finale di Jacques-Benigne Bossuet (XVII sec.), vescovo e predicatore 'scomodo' per la chiesa cattolica. La prevaricazione, la legge del più forte (e potente), lo sguardo del debole di fronte alle avversità insormontabili della vita: la messa in scena elegante e formale di Rivette suggerisce tutto questo e molto altro.
Kapu

THE TRACKER LA GUIDA (Rolf De Heer)


Australia 2002
Un film di Rolf De Heer. Con David Gulpilil, Gary Sweet, Damon Gameau, Grant Page, Noel Wilton Drammatico, 
durata 95 min.
Una guida aborigena e tre bianchi sulle tracce di un assassino.
1922. Tre poliziotti a cavallo - il Fanatico, il Segugio, il Veterano - condotti da un aborigeno (la Guida), si lanciano nell'inseguimento di un nero accusato di omicidio (il Fuggitivo) in una selvaggia terra australiana. La tensione sale; tra massacri e omicidi, nel gruppo cominciano i dissidi e le domande su chi comanda.
The Tracker è un film che lascia veramente stupiti. Non che sia un capolavoro, ma le intenzioni di optare per una scelta narrativa non mainstream sono evidenti, ben congegnate ed a tratti ben riuscite. Comunque un film assolutamente da vedere, una vera esperienza ed una sorta di uscita dalle troppe convenzionalità dalle quali siamo circondati. Il film tratta diversi temi, non facilmente esplicabili in queste poche righe: dal rapporto uomo-natura all'immagine dell'Altro, dalla religione alla giustizia e via dicendo, una sorta di cosmogonia di un piccolo angolo di mondo in un ben determinato lasso di tempo, che però riempie davvero e qualcosa lascia da pensare (e far riflettere oggi con un film è opera ardua). La regia è ottima. Bella la scelta di porre dei quadri esplicativi in luogo delle scene di violenza esplicita, buona la trattazione del tema dell'alterità e buono ancora il trattamento del tema sociale. Bravi gli attori, in particolare l'interprete della guida aborigena. La colonna sonora è magica, Canzoni interpretate da una voce roca e caldissima, veramente Black, che occupa una buona fetta del film e aiuta ad esplicare alcuni dei tratti dell'opera (i testi delle canzoni sono tradotti in sottotitolo), anche perchè quando parte la canzone i personaggi o sono in fasi di transizione o non parlano affatto, e quindi ci si focalizza sui testi delle canzoni, alcuni dei quali veramente eccezionali.
Kapu

VIRIDIANA (Luis Buñuel)



Spagna 1961
Un film di Luis Buñuel.
Con Francisco Rabal, Fernando Rey, Silvia Pinal, Victoria Zinny 
Drammatico, 
b/n durata 91' min. 
Prima di andare a prendere i voti, VIridiana va a trovare lo zio Don Juan. Questi s'innamora di lei e, non potendo far altro, s'impicca. Viridiana non partirà più. Uno dei capolavori di Bunuel, e il film che inaugura la sua seconda giovinezza. Viridiana è una santa impossibile, che attraverserà il mondo portando più morte e distruzione che bene.
Un film laicissimo e inquieto, la cui rappresentazione della religione lo ha reso scandaloso. Viridiana è la vittima sacrificale di un mondo retto dagli egoismi individuali piuttosto che dalla solidarietà che dovrebbe sorgere dalla condivisione di un destino comune. Scopre l'inutilità della sua opera pia, e il finale del film c'è la restituisce mentre sembra accogliere le ambigue lusinghe del cugino Jorge (Francisco Rabal), il simbolo del nuovo che avanza, la nuova borghesia che sta per prendere il posto della decadente classe dei vecchi proprietari terrieri (il passaggio simbolico dal padre Don Juan al figlio Jorge). Vistasi in mezzo all'arrivismo e all'ingratitutine umana, Viridiana sceglie la comodità della sua agiatezza economica alla santità di un percorso di fede che ormai gli appare come il simulacro del vero spirito cristiano. Grandi attori e grande film. Palma d'oro a Cannes in rappresentanza della Spagna.
Kapu

UN MALEDETTO IMBROGLIO (Pietro Germi)


Italia 1959
Un film di Pietro Germi. Con Claudio Gora,  Pietro Germi, Franco Fabrizi, Eleonora Rossi Drago, Cristina Gaioni, Claudia Cardinale, Nino Castelnuovo, Lilia Landi, Saro Urzì, Antonio Gradoli,Antonio Acqua, Pietro Tordi, Toni Ucci, Cristina Gajoni, Silla Bettini, Alida Chelli
Drammatico, 
durata 106' min.
Il commissario Ingravallo indaga su un furto, ma presto si trova alle prese con un assassinio. I due crimini sono collegati e, dotato di umanità quanto di acume, risolve il caso a modo suo.
Non facile e perciò ancora più apprezzabile, robusta trasposizione di uno dei maggiori romanzi del '900 italiano, Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana, di Gadda. Al non-finale del libro Germi sostituisce una soluzione verosimile, trasformando il delirio metafisico in un semplice giallo. Ottimi i luoghi e le figure di contorno. Nel cast, la non ancora ventenne Claudia Cardinale. La canzone finale di Rustichelli, "Sinnò me moro", cantata da Alida Chelli (figlia del musicista) è un must. Quando il cinema italiano sapeva essere veramente grande con questi film che, senza essere dei capolavori, erano capaci di proiettare una chiara sensazione di bellezza.
Kapu

DR. PLONK (Rolf De Heer)


Australia 2007
Un film di Rolf De Heer. 
Con Nigel Lunghi, Paul Blackwell, Magda Szubanski 
Commedia, b/n 
durata 83 min.
È il 1907 ed il Dr. Plonk, famoso scienziato e inventore, calcola che il mondo finirà tra 101 anni a meno che non si agisca immediatamente. Come è sempre accaduto ai visionari nel corso dei secoli, Plonk viene deriso per le sue idee dai politici, dai burocrati e perfino dal suo fedele servitore, il sordomuto Paulus. Gli viene chiesta una prova ma l'unica prova accettabile è il futuro stesso che sta finendo. Plonk inventa così una macchina del tempo. In rapida successione, Tiberius il cane, Plonk e Paulus visitano il futuro, 100 anni dopo; perfino il Primo Ministro Stalk e la Sig.ra Plonk effettuano il viaggio. Non tutti ritornano, ma tutti trovano il 2007 leggermente diverso rispetto a quello che si aspettavano. 
E ora qualcosa di completamente diverso. Gag e magia. Bianco&nero e cinepresa a manovella. Anzi no, a dire il vero trattasi di una macchina da presa. Non siamo all’epoca del muto, siamo in Australia oggi. Ma per girare Dr. Plonk, l’eclettico regista Rolf De Heer ripesca a piene mani in oltre vent’anni di cinema (delle origini), e ci regala un’esperienza assolutamente unica e originale. Una commedia muta - con tanto di didascalie e musica di sottofondo - omaggio filologico al cinema che fu. Con il pretesto di mettere uno scienziato dei primi del ‘900 a contatto con il futuro, si riportano in vita in un colpo solo: i Lumière (l’uscita dalla fabbrica e il passaggio del treno), Méliès (i trucchi di magia e il Professor Mabouloff di Viaggio attraverso l’impossibile), i viaggi nel tempo e un pattern slapstick che è omaggio ai lavori di Sennett e Roach, e agli attori Keaton e Chaplin. In tutto e per tutto identico agli originali, vedendo i quali però i sentimenti non possono che essere altri. Quanto al presente, l’apologo è grave. Fa capolino una Tv, e lo strano comportamento di alcuni esseri umani ipnotizzati di fronte ad essa. Da vedere, per farsi venir voglia di tornare alle “origini”.
Kapu

BAD BOY BUBBY (Rolf De Heer)


Italia, Australia 1993
Un film di Rolf De Heer. 
Con Nick Hope, Claire Benito, Ralph Cotterill, Carmel Johnson 
Commedia, 
durata 114' min.
È da trentacinque anni che Bubby vive in una stanzetta senza finestre, solo, con sua madre e un gatto. La vita in casa procede tranquilla: Bubby e la mamma fanno il bagno insieme, vanno a letto insieme e non solo per dormire. Poi un giorno arriva papà e per Bubby non c'è altra soluzione che ripetere il trattamento riservato al gatto: avvolgere nel domopack i genitori e farli morire d'asfissia.
Vero, grottesco, con punte drammatiche e momenti esilaranti, Bad Boy Bubby è il frutto curioso di una stravagante combinazione produttiva. Domenico Procacci, barese di nascita, romano d'adozione è uno dei produttori sicuramente più interessanti della nostra giovane generazione (Il Grande Blek di Giuseppe Piccioni, La stazione e La bionda di Sergio Rubini, La corsa dell'innocente di Carlo Carlei, di cui molto si è parlato in America e praticamente mai visto in Italia) decide di cambiar aria e va a lavorare agli antipodi, in Australia, con un socio, Giorgio Draskovic, che ha distrubuito in quel paese La stazione. Scritta e diretta dall'australiano Rolf de Heer (solo al terzo film, ma con una lunga esperienza video e televisiva), nasce così la storia inquieta e stimolante di un giovanotto strano e piuttosto disturbato che esce a scoprire il mondo dopo trent'anni trascorsi, letteralmente, in prigionia: una stanzaccia fatiscente, dove fin dalla nascita è stato nutrito, accudito e usato (anche sessualmente) da una madre orrenda e corpulenta. Piena di ironia, di libertà e di voglia di inventare, l'avventura di Bubby è stata una delle sorprese piacevoli della Mostra di Venezia del 1993 dove era in concorso. Bellissimo
Kapu

BALLA LA MIA CANZONE (Rolf De Heer)


Titolo originale Dance Me to My Song
Australia 1998
Un film di Rolf De Heer.
Con Rena Owen, Heather Rose, Joey Kennedy, John Brumpton .
Drammatico,
durata 102 min.
Il centro del coraggio è Julia, una ragazza spastica condannata dalla malattia a dover dipendere dagli altri e in particolare da Madaleine, la sua assistente sociale. Madeleine però, vittima delle sue inconsistenti storie d'amore e incapace di provare qualsiasi sentimento, è una psicotica abile solo a scaricare le sue frustrazioni sul più debole. Julia, al contrario, nonostante comunichi solo attraverso un sofisticato computer vocale, trasmette al prossimo una straordinaria voglia di vivere e di amore.
Sul rapporto tra Julia e Madeleine, Rolf De Heer, già regista di "Bud Boy Bubby", imbastisce una sofisticata lezione sul concetto di normalità. Scritto e interpretato dalla rivelazione Heather Rose, il film non la rende un fenomeno da baraccone o un oggetto di pietà, ma un personaggio drammatico che racconta i suoi bisogni e il suo dolore quotidiano, con una dignità che le conferisce un fascino in grado di catturare personaggi e spettatori.
Kapu

ARRIVANO I FLODDER (Dick Maas)


Titolo originale Flodder
Olanda 1986
Un film di Dick Maas.
Con Huub Stapel, Nelly Frijda, René Van't Hof
Comico, Grottesco
durata 108 min.
Famiglia olandese di emarginati, ma per niente complessati, viene trasferita dal Comune in un quartiere di gente-bene. Dapprima seminano lo scandalo tra i borghesissimi residenti, poi scatenano nel quartiere l'anarchia più totale. In un quartiere per benestanti pensionati e casalinghe annoiate arrivano i Flodder, simpaticissima e casinista famigliuola composta da una madre ubriacona ( si produce il whisky in cantina probabilmente distillando del legno.. ) e i suoi 5 figli/e tutti di padre diverso. Il primogenito e' saggio e sveglio e anche figaccione, la sorella ninfomane, il terzogenito pensa solo a fare sesso, anche con la sorella, il piu' piccolo e' innocuo ma viene accusato ingiustamente di rubare dagli abitanti del quartiere che cosi' sperano che la loro noiosissima pace torni a regnare e che i Flodder smammino...ma non tutti la pensano cosi; la prepotente arroganza dei Flodder e i loro interessi terra terra (alcool, sesso, droghe leggere, casino) sono per alcuni quello che avevano dimenticato: vita, risate, divertimento. Anarchico e irriverente, bellissimo nella sua grevità
Kapu

  

HOLLYWOOD PARTY (Blake Edwards)

Titolo originale The Party
USA1968.
Un film di Blake Edwards. Con Peter Sellers, Claudine Longet, Natalia Borisova, Jean Carson, Marge Champion., Al Checco, Corinne Cole, Dick Crockett, Frances Davis, Danielle De Metz,Herbert Ellis, Paul Ferrara, Steve Franken, Kathe Green, Allen Jung, Denny Miller, J. Edward McKinley, Gavin MacLeod
Commedia
durata 98 min. 
L'attore indiano Hrundi V. Baksh, assunto come comparsa in un film, si dimostra talmente maldestro da distruggere il set. Viene cacciato ma, per sbaglio, la sera stessa viene invitato a un party nella villa del produttore. Con le sue gaffe a raffica, che provocano disastri, che a loro volta provocano altre gaffe, semina scompiglio dappertutto. È forse il punto più alto raggiunto dalla coppia Edwards/Sellers. A ogni gag se ne sovrappone un'altra in un crescendo di comicità, ad un ritmo rallentato e inesorabile. Sberleffo estremo verso il mondo di Hollywood e manifesto anarco-pop senza freni. "Un film eccezionale, con una "lentezza" calcolata per alcune gag che può sembrare datata a qualche spettatore troppo giovane e troppo debitore verso il ritmo sincopato della MTV".Questo dice il Mereghetti su Hollywood Party. Non ha tutti i torti.
Kapu

I GUERRIERI DELLA NOTTE (Walter Hill)

Titolo originale The Warriors.
USA 1979
Un film di Walter Hill.
Con Michael Beck, James Remar, Dorsey Wright, Brian Tyler, David Harris, Tom McKitterick, Marcelino Sánchez, Terry Michos, Deborah Van Valkenburgh, Roger Hill, David Patrick Kelly, Lynne Thigpen, Ginny Ortiz, Mercedes Ruehl, John Snyder  
Drammatico, 
durata 92 min.
Bande giovanili di New York per uno spaccato sulla violenza metropolitana.
Durante il meeting indetto per mettere pace tra le bande di New York, viene ucciso Cyrus, l'organizzatore dell'incontro. Dell'omicidio vengono accusati i Warriors, e per loro il ritorno a casa sarà sanguinoso e pieno di agguati. All'alba, raggiunta la spiaggia di Coney Island, i Warriors dovranno sostenere la sfida finale... 
Una sorta di western metropolitano con dosi esorbitanti di musica e di violenza. La sequenza iniziale è straordinaria, lo scontro con la banda femminile è da antologia, quello con le mazze da baseball è da infarto. Ispirato all'Anabasi di Senofonte, ha generato un vero e proprio filone apocalittico-metropolitano.
Kapu

IDIOTI (Lars Von Trier)

Titolo originale Dogme 2 - Idioterne.
Danimarca 1998
Un film di Lars von Trier.
Con Jens Albinus, Bodil Jorgensen, Knud Romer Jorgensen, Louise Hassing, Louise Mieritz, Troels Liby, Nikolaj Lie Kaas 
Drammatico, 
durata 112' min.
Un gruppo di giovani si ritrova in una casa di periferia per tentare di praticare l'assoluta idiozia, di rinunciare al controllo non secondo le "regole della follia", ma secondo l'impresentabilità dei tonti. Gli idioti disturbano nei ristoranti, scandalizzano il vicinato e gli assistenti sociali, corrono nudi per strada, si abbandonano alle ammucchiate. 
Il Dogma dice: non usare set costruiti, musica da film, supporti per la macchina da presa, trucchi o filtri; gira a colori, in 35 mm e dal vivo; e, soprattutto, non firmare, non essere Artista. Lars von Trier vive di contraddizioni ma è l'unico a voler rifondare l'innocenza (perduta) del cinema. Per la sua critica alla società che maltratta i diversi Lars Von Trier sceglie la via più vera! Un film girato come un reportage amatoriale senza musiche esterne, etc. (leggetevi il manifesto del Dogma95) per entrare nel realismo assoluto dell'azione. Questo è cinema autentico al 100%. Stavolta il maestro danese realizza il suo capolavoro. Il film contiene anche esplicite scene di sesso hardcore rimaste anche quando il divieto è stato abbassato dai minori di 18 anni a quello di 14!!!
Kapu

IL MAESTRO E MARGHERITA (Aleksandar Petrovic)

Italia 1972
Un film di Aleksandar Petrovic.
Con Ugo Tognazzi, Mimsy Farmer, Bata Zivojinovic, Alain Cuny, Ljuba Tadic, Eva Ras 
Drammatico, 
durata 100' min. 
Nel 1925 a Mosca si stanno svolgendo le ultime prove del dramma "Ponzio Pilato" di Nicolaj Maksudov. Spaventato da alcune frasi contenute nel testo, secondo le quali ogni potere è contro la libertà, il direttore del teatro ricorre al presidente dell'Associazione scrittori proletari per bloccare lo spettacolo. Nella storia fa capolino Satana nei panni di Woland maestro di magia nera, assistito da Azazillo e Koroviev. Neppure il diavolo però riesce a impedire la sospensione dell'allestimento. Non va meglio neppure a Margherita, moglie di un poliziotto innamorata di Nicolaj.
Kapu

ELVIRA MADIGAN (Bo Widerberg)

Svezia 1967
Un film di Bo Widerberg. 
Con Thommy Berggren, Pia Dagermark, Lennart Malmer, Cleo 
Drammatico, 
durata 90' min. 
Per amore di Elvira Madigan, celebre equilibrista, il conte Sixten Sparre pianta in asso famiglia ed esercito. Efficacemente sottolineata dalle splendide musiche di Mozart, è la storia di una tragica passione, ispirata a un fatto di cronaca, raccontata con raffinatezza di immagini, in un clima di rarefatta suggestione.
Kapu